Numeri e menzogne: l’incredibile storia dell’errore da 738 milioni di euro sugli arretrati delle toghe
di Chiara Raponi
A questo punto le possibilità sono solo due: o l’Anm mente deliberatamente oppure ha clamorosamente sbagliato a fare i conti. Stiamo parlando degli aumenti degli stipendi, e del relativo pagamento degli arretrati, per circa 11.200 magistrati (ordinari, contabili e amministrativi, oltre agli avvocati dello stato) in seguito alle sentenze del Consiglio di stato che hanno modificato il metodo di calcolo degli adeguamenti retributivi.
La notizia del rilevante impatto sui conti pubblici è stata data il 16 ottobre da Gianni Trovati sul Sole 24 Ore che, sulla base delle tabelle del Documento programmatico di Bilancio (Dpb), ha rivelato l’esistenza di 979 milioni nel “Fondo sentenze” destinati al pagamento dei giudizi a favore dei magistrati: il quasi miliardo messo a bilancio, diviso i circa 11 mila beneficiari, ha permesso di calcolare il costo pro capite della misura sintetizzato nel titolo in “fino a 100 mila euro a testa”.
La notizia ha provocato una reazione veemente da parte della magistratura associata, che ha parlato di “veline e falsità per attaccare i magistrati”. In un articolo su Questione giustizia, la rivista di Magistratura democratica (corrente di sinistra), un magistrato ha definito la notizia del Sole 24 Ore un “vergognoso scoop”. L’Anm ha risposto in una nota che “gli importi sono di gran lunga inferiori”, aggiungendo che per un magistrato con 20 anni di esperienza la cifra “non arriva a un quarto”. Nei giorni successivi, l’Anm ha fatto circolare stime secondo cui gli arretrati sarebbero molto più bassi rispetto alle cifre riportate.
L’adeguamento degli stipendi dei magistrati viene stabilito su base triennale. Il Consiglio di stato ha accolto il ricorso dei colleghi magistrati stabilendo che bisogna usare la media semplice per calcolare gli incrementi salariali. Con questo nuovo metodo gli aumenti sono passati al 6,69% per il triennio 2021-23 e al 12,32% per il triennio 2024-26.
Nelle stime per il Dpb si prevede un costo totale per adeguare le sentenze pari a circa 979 milioni. L’effetto combinato delle sentenze sui due cicli triennali genera costi notevoli sia in termini netti sia lordi.
L’Anm sta diffondendo stime nettamente inferiori perché relative solo al primo triennio senza considerare gli effetti sul secondo. Di fronte ai fatti incontrovertibili presentati dalla Ragioneria Generale dello Stato e dal Sole24Ore rimane difficile difendere la posizione dell’Anm senza ammettere errori evidenti nelle proprie comunicazioni.
Ieri sera dopo segnalazioni interne dall’Anm hanno ammesso l’errore facendo sapere che sono in preparazione nuove tabelle con le stime corrette includenti entrambi i periodici Dpcm.
