Il Decreto Lavoro ottiene la fiducia al Senato
di Chiara Raponi
Con l’approvazione del Senato, il decreto Lavoro è diventato ufficialmente legge. Questo importante provvedimento stanzia 934 milioni di euro per incentivare le assunzioni, con un focus particolare su giovani, donne svantaggiate e disoccupati nelle Zone Economiche Speciali (Zes). Gli incentivi mirano a promuovere le stabilizzazioni occupazionali entro la fine dell’anno.
La ministra del Lavoro Marina Calderone ha commentato favorevolmente l’approvazione del decreto, affermando: «Questo decreto non è assolutamente ingiusto. È la cosa giusta da fare al momento giusto ed è il giusto viatico per fare ancora meglio e ancora di più».
Una delle novità principali introdotte dal decreto riguarda il legame tra gli incentivi e il ‘salario giusto’, determinato dal Trattamento economico complessivo (Tec) dei contratti collettivi nazionali leader. Se un contratto non viene rinnovato entro nove mesi dalla sua scadenza naturale, scatta un adeguamento retributivo forfettario pari al 50% dell’inflazione Ipca. Tuttavia, questa previsione si applica solo agli accordi che scadranno dopo l’entrata in vigore della legge.
Il decreto affronta anche la questione del caporalato digitale nei confronti dei rider. Le nuove norme prevedono che l’accesso alle piattaforme avvenga esclusivamente tramite Spid/Cie/Cns, con divieto di cedere le credenziali personali ad altri soggetti. Sono previste sanzioni fino a 1.500 euro per chi crea account duplicati o gestisce turni inconciliabili.
Nell’ambito dei tirocini formativi all’interno dello stesso gruppo societario, il decreto introduce una limitazione temporale di un anno per evitare abusi e promuovere esperienze lavorative significative.
