Il Mediterraneo più caldo cambia il rischio per il traffico aereo
di Francesca Buttarazzi
Uno studio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha messo in luce come il riscaldamento del Mar Mediterraneo stia influenzando le condizioni atmosferiche, con implicazioni significative per la sicurezza e l’operatività dei grandi hub aeroportuali. L’indagine si è focalizzata su un temporale che ha colpito l’aeroporto di Roma-Fiumicino nel dicembre 2024, causando diversi dirottamenti, ritardi e circuiti di attesa.
Pubblicato sulla rivista Atmospheric Science Letters, lo studio ha confrontato le condizioni atmosferiche dell’evento del 2024 con quelle di periodi passati (1979-2000) e recenti (2002-2023). I risultati indicano un significativo aumento delle temperature: circa 2°C in più nell’aria sopra l’Italia e un incremento di circa 1,5°C nella temperatura superficiale del Mediterraneo.
I cambiamenti rilevati includono variazioni nel wind shear e nelle raffiche di vento, oltre a una riduzione della visibilità. Questi parametri sono cruciali durante decollo e atterraggio. Un ambiente termodinamico alterato fornisce maggiore calore e umidità all’atmosfera, aumentando l’intensità dei temporali.
“Non sono necessariamente cambiate le configurazioni atmosferiche che generano questi eventi, ma è cambiato il contesto climatico”, spiega Tommaso Alberti, ricercatore INGV.
L’esempio del temporale fuori stagione a Fiumicino dimostra come anche nei mesi invernali si possano verificare eventi meteorologici severi se preceduti da un’estate particolarmente calda. Questo fenomeno prolunga condizioni favorevoli alla convezione nei mesi autunnali e invernali.
I fenomeni analizzati diventano critici quando interessano grandi hub come Roma-Fiumicino. Temporali intensi possono bloccare o ridurre notevolmente l’operatività degli aeroporti, causando ripercussioni su scala internazionale nella rete interconnessa europea.
“Se il Mediterraneo continuerà a riscaldarsi, sarà plausibile attendersi la formazione di temporali più intensi”, afferma Alberti.
Lo studio INGV si inserisce in una ricerca più ampia sugli effetti del cambiamento climatico sull’aviazione. Il prossimo passo sarà analizzare scenari climatici futuri per sviluppare strategie adattive che migliorino la resilienza delle infrastrutture aeroportuali al clima variabile.
