di Greta Raponi
Il Superbonus, una delle agevolazioni fiscali più discusse degli ultimi anni, lascia in eredità un conto pesante sia per le casse pubbliche che per l’attività di controllo del Fisco. Secondo il Sole 24 Ore, i crediti legati al Superbonus bloccati dall’amministrazione finanziaria ammontano a ben 4,1 miliardi di euro.
Non è solo la cifra complessiva a destare attenzione, ma anche la proporzione. Nelle ultime comunicazioni relative alle spese del 2025, circa un credito su tre è stato considerato a rischio e quindi bloccato prima di poter essere utilizzato in compensazione. Questa percentuale è significativamente più alta rispetto al passato, quando gli scarti si attestavano intorno al 3%.
Nella fase finale del Superbonus, ridotto nel 2025 al 65%, si è verificata una concentrazione di richieste che ha portato il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e l’amministrazione finanziaria ad aumentare il livello di attenzione. L’obiettivo era evitare che crediti non spettanti o legati a lavori non conformi alle regole generassero minori entrate per lo Stato.
Il piano di controllo si è sviluppato su due fronti principali. Da una parte vi sono stati i controlli preventivi che hanno portato allo scarto di crediti per un valore totale di 1,8 miliardi di euro. Dall’altra parte vi è stata l’analisi del rischio che ha individuato ulteriori crediti ritenuti pericolosi pari a 2,3 miliardi.
In questo secondo gruppo rientrano posizioni sospette legate a possibili frodi sulle cessioni del credito e sugli sconti in fattura. Una parte significativa dei fondi – pari a circa 680 milioni – è già stata sequestrata dall’autorità giudiziaria.
Riuscire ad intercettare tempestivamente questi crediti ha impedito che fossero monetizzati tramite compensazione con modello F24. Se fossero stati utilizzati prima dello stop preventivo sarebbe stato molto più difficile recuperarli successivamente.
Dall’introduzione nel 2021 del decreto antifrodi i controlli sui bonus edilizi sono diventati una delle sfide principali per l’amministrazione finanziaria italiana con un totale complessivo tra rifiutati o bloccati vicino ai €9,5 miliardi; il solo Superbonus pesa con €6,8 miliardi mentre altre agevolazioni come quella relativa alle facciate contano oltre €1 miliardo annuo fermo nei suoi flussi irregolari.
