di Daiana Scacchi
Come Funziona la Nuova Rateizzazione
L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps) ha introdotto una significativa modifica nei piani di rientro per i debiti contributivi, estendendo la possibilità di rateizzare fino a 60 mesi. Questa iniziativa è mirata ad aiutare imprese e contribuenti in difficoltà economica senza offrire alcun condono su interessi e contributi dovuti.
La nuova regolamentazione prevede due diverse opzioni basate sull’importo del debito. Per debiti fino a 500mila euro, l’Inps consente una dilazione fino a un massimo di 36 rate mensili. Se il debito supera i 500mila euro, il piano di rientro può essere esteso fino a 60 rate mensili. Questo cambiamento sostituisce il precedente limite massimo di 24 rate ed elimina le procedure complesse per ottenere dilazioni più lunghe.
I nuovi piani sono destinati ai debiti non ancora affidati all’Agenzia della riscossione e includono sia omissioni contributive sia somme emerse da verifiche ispettive o comunicazioni di compliance.
Sebbene la nuova misura offra maggiore flessibilità, non sospende gli obblighi contributivi né prevede sconti sui pagamenti dovuti. I contribuenti devono pagare l’intero importo del debito, comprese sanzioni e interessi applicati al tasso vigente.
Per accedere al piano di rientro, è necessario dimostrare una situazione temporanea e obiettiva di difficoltà economico-finanziaria. Inoltre, durante tutto il periodo della dilazione, i versamenti correnti devono essere effettuati regolarmente alle rispettive scadenze per evitare la decadenza del beneficio.
La richiesta per ottenere la rateizzazione deve essere presentata esclusivamente online tramite il “Cassetto previdenziale del contribuente” sul sito Inps o tramite un intermediario abilitato. La domanda deve comprendere tutti i debiti maturati nei confronti delle Gestioni Inps ed essere inviata alla struttura territorialmente competente.
Dopo l’invio dell’istanza, l’Inps si impegna a concludere il procedimento entro 20 giorni. Il piano diventa attivo solo dopo il pagamento della prima rata entro i termini stabiliti; in caso contrario, la procedura viene annullata.
Questa riforma potrebbe avere effetti positivi anche sul Documento Unico di Regolarità Contributiva (Durc), cruciale per partecipare a gare pubbliche o ottenere incentivi statali. La possibilità di dilazionare i pagamenti consente alle imprese di mantenere attivo il Durc evitando blocchi operativi nelle attività legate alla pubblica amministrazione.
