La Banca d’Italia Torna in Utile Grazie alla Rivalutazione dell’Oro

di Daiana Scacchi

La Banca d’Italia ha annunciato un ritorno all’utile nel bilancio del 2025, grazie principalmente alla rivalutazione delle riserve auree e al miglioramento del margine di interesse. L’istituto centrale ha registrato un utile lordo di 3 miliardi di euro e un utile netto di 1,65 miliardi, segnando un notevole recupero rispetto alle perdite lorde degli ultimi due anni.

Il governatore Fabio Panetta, durante l’assemblea dei partecipanti, ha sottolineato come il recupero rifletta gli effetti della politica monetaria. Il calo dei tassi e la riduzione delle consistenze di bilancio hanno contribuito a questo miglioramento economico. Le riserve auree dell’Istituto sono state valorizzate a 289,2 miliardi di euro, con un aumento significativo che è stato inserito in un fondo di rivalutazione nel passivo.

Grazie al ritorno all’utile, la Banca d’Italia potrà distribuire risorse sia allo Stato che ai partecipanti al capitale. Panetta ha proposto un dividendo invariato di 340 milioni di euro, mentre l’importo destinato all’erario salirà a circa 1,272 miliardi di euro. Negli ultimi dieci anni, i partecipanti hanno ricevuto complessivamente 2,9 miliardi di euro e lo Stato ha beneficiato di utili per un totale di 41,3 miliardi.

Nella sua relazione, Panetta ha anche discusso il piano strategico per il periodo 2026-2028 che punta alla modernizzazione dei sistemi di pagamento e alla trasformazione digitale. L’investimento in infrastrutture tecnologiche sarà cruciale per rafforzare la sicurezza e l’efficienza operativa.

L’intelligenza artificiale generativa rappresenta una delle principali aree su cui si concentreranno gli sforzi futuri della banca. Le prime applicazioni saranno orientate verso il miglioramento delle attività ispettive e normative.

Panetta ha anche evidenziato le sfide macroeconomiche globali derivanti dalle tensioni geopolitiche attuali. Ha avvertito che le conseguenze del conflitto in Medio Oriente potrebbero non essere passeggere e potrebbero influenzare negativamente la stabilità economica globale nel breve termine.

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