Gianni Infantino affronta un periodo critico alla guida della Fifa tra alleanze internazionali e opposizioni europee.
di Francesco Buttarazzi
Gianni Infantino, presidente della Fifa, si trova in una situazione complessa, diviso tra alleanze e opposizioni nel suo cammino verso il rinnovo del mandato nel marzo 2027. Con la Uefa all’opposizione e la CAF africana come principale sostenitrice, la situazione politica intorno al calcio mondiale è in fermento.
Infantino ha dovuto affrontare l’opposizione della Uefa che minaccia boicottaggi politici contro le competizioni Fifa. Al contrario, la CAF africana rappresenta un forte sostegno con i suoi 54 voti. Nonostante le difficoltà interne, Infantino non è ancora messo definitivamente all’angolo.
Dopo aver ritirato il piano di privatizzazione della Coppa del Mondo e cancellato il progetto FFE (Fifa Forward Enterprise), Infantino ha riunito il board della confederazione mondiale in Marocco per consolidare i suoi alleati. Ha anche minacciato azioni legali contro i critici mentre cerca di mantenere l’amministrazione compatta fino alla scadenza del mandato.
Sebbene la fiducia nei confronti di Infantino non sia unanime, diversi paesi continuano a supportarlo. La Conmebol sudamericana (10 voti), insieme ad Argentina e Paraguay, ha espresso appoggio diretto. Anche l’OFC dell’Oceania (11 voti) non sembra opporsi fermamente ai progetti di Infantino.
In Asia ci sono stati segnali misti con una decina di federazioni che hanno scelto di non opporsi apertamente a Infantino. In Nord America, il Messico ha rotto il fronte comune dichiarando supporto al presidente svizzero-italiano. Tuttavia, questo potrebbe non essere sufficiente per garantire una vittoria certa nelle elezioni future.
Mentre Gianni Infantino continua a navigare tra alleanze ed opposizioni nella gestione della Fifa, rimane da vedere se riuscirà a consolidare abbastanza supporto per vincere la sfida politica entro marzo 2027.
