La strage di Bologna: un punto di svolta per le maxi-emergenze sanitarie

Bologna anno zero: Il dottor Stefano Badiali

di Greta Raponi

Alle 10:25 del 2 agosto 1980, Bologna subisce l’attentato terroristico più grave dal dopoguerra, che costa la vita a 85 innocenti e segnerà l’esistenza di oltre 200 persone rimaste ferite. I soccorsi, seppure estremamente difficili per l’elevato numero dei coinvolti e per il pericolo rappresentato dal crollo di un’intera ala della stazione, furono svolti e coordinati in modo esemplare nonostante i limiti dell’epoca. Due testimonianze raccontano perché la strage di Bologna rappresentò un punto di svolta nel campo delle maxi-emergenze sanitarie.

La mattina del 2 agosto 1980 in piazza delle Medaglie d’Oro l’aria è afosa. La stazione ferroviaria brulica di passeggeri. All’improvviso alle 10:25 un lampo arancione seguito da un boato cupo ferma il tempo e la storia di Bologna e dell’Italia. L’esplosione lascia sotto le macerie ottantacinque morti. Non ci sono solo i morti ma anche più di duecento feriti da soccorrere subito.

Il dottor Stefano Badiali, bolognese specializzato in anestesia e rianimazione, si trova in città quella maledetta mattina. Appreso dell’attentato si precipita verso il luogo del disastro usando ogni mezzo possibile per raggiungere rapidamente la stazione devastata dall’esplosione.

Sul piazzale della stazione, Badiali si trova immerso nel caos assieme ai civili accorsi a dare una mano nell’inferno che si era creato. Le operazioni sono disperate ma i soccorsi vengono attivati immediatamente con ambulanze giunte anche da località vicine come Imola.

Il successo del CePIS: Il ruolo della radio

Marco Vigna è un infermiere professionale del reparto di rianimazione dell’Ospedale Maggiore con esperienza sulle autoambulanze. Egli viene considerato uno dei fondatori del sistema attuale del soccorso sanitario italiano grazie al suo contributo nella costruzione di un sistema integrato che all’epoca era ancora inesistente.

Nella sala operativa del CePIS (Centro Pronto Intervento Sanitario), Vigna coordina i trasporti ospedalieri tramite una rete radio all’avanguardia per quei tempi che risulta fondamentale nella gestione degli eventi drammatici verificatisi quel giorno.

Dopo la tragedia

L’attentato alla stazione segnò una cesura storica che portò a una razionalizzazione dei servizi emergenza-urgenza con l’introduzione della centrale operativa “Bologna Soccorso” pochi mesi dopo nel novembre dello stesso anno. L’efficienza acquisita verrà messa alla prova nuovamente durante altri attentati negli anni successivi consolidando Bologna come avanguardia nazionale nel campo delle emergenze sanitarie.

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