di Francesca Buttarazzi
Un dramma familiare svelato attraverso piccoli dettagli
C’è un’Angelica che sa da sempre cosa può fare un anello. Quella era l’Angelica di Ariosto. Adesso ne arriva un’altra, in carne, ossa e talento: Angelica Grivel Serra, cagliaritana, classe 1999. Dopo l’esordio con Mondadori nel 2020, torna con un secondo romanzo dove l’anello non protegge né fa sparire nessuno; è invece l’anello debole, il punto in cui la catena cede.
Il libro si apre in una stanza d’hospice, durante un pomeriggio terso di fine marzo. Piera Raccis sta morendo e lascia al fratello Claudio le sue ultime parole e un’eredità destinata solo a lui. In poche righe quella stanza diventa un campo di battaglia tra la famiglia d’origine e la moglie Cecilia con i loro due figli adolescenti, Amanda e Rocco.
Claudio è etichettato come l’anello fragile ma il romanzo dimostra che spesso proprio chi sembra debole è capace di spezzare la catena per restare vivo. In particolare c’è il settimo capitolo ambientato nella notte di Ferragosto: mentre la famiglia dorme, la lavastoviglie prende fuoco riducendo la casa a uno spettro di sé stessa.
Angelica racconta una famiglia attraverso oggetti quotidiani bruciati dal fuoco; le posate annerite diventano simboli della quotidianità improvvisamente impossibile da ripristinare. Cecilia cerca disperatamente di pulire e bonificare tutto con l’ozono come se esorcizzasse un lutto invisibile.
Claudio si muove tra vari personaggi: Mario lo zio acquisito crea complicità tenera col piccolo Rocco attraverso idioletti affettuosi; ci sono sorelle intrappolate nelle gerarchie segrete dell’infanzia; i morti restano presenti accanto ai vivi creando una dimensione corale tipica della Sardegna chiamata isola-mondo dall’autrice.
L’autrice usa uno stile letterario lontano dai circuiti commerciali attuali: periodare lungo latineggiante ricco di metafore ed aggettivi rari caratterizza ogni pagina del romanzo donando profondità all’intreccio narrativo senza paura dell’eccesso stilistico.
L’opera rappresenta una saga originale dove gli spiriti convivono coi vivi mentre avidità tradimento vengono affrontati senza sconti portando alla luce dinamiche familiari intense ed emozionanti quando tutto sembra perduto qualcosa si scioglie permettendo alle persone riapparire diverse ma più forti spezzando finalmente quella catena che teneva tutti prigionieri senza paura alcuna restituendo libertà individuale autenticamente conquistata grazie all’anello fragile protagonista indiscusso della storia raccontata magistralmente dalla giovane autrice sarda Angelica Grivel Serra.
