L’Invenzione della Pinsa Romana: Un Viaggio tra Tradizione e Innovazione

Un Intreccio di Storia e Innovazione

di Greta Raponi

È una storia che parte da lontano e arriva molto più in là di quanto il forno di casa potesse immaginare. Corrado Di Marco racconta il percorso che lo ha portato a trasformare un’intuizione in un’impresa internazionale, mettendo insieme memoria familiare, una certa ostinazione e una lunga frequentazione con farine, lieviti e tempi d’attesa.
Siamo nei primi anni Novanta, a quasi vent’anni dalla scomparsa del padre Domenico. L’eredità non è fatta solo di ricordi, ma di un’idea rimasta in sospeso. Di Marco la riprende e la spinge più avanti, con una convinzione che oggi suona quasi inevitabile, ma che allora aveva tutta l’aria di una deviazione azzardata.

La Nascita della Pinsa Romana

Il desiderio di dar vita a qualcosa di mai creato prima era sempre più forte. E come spesso accade, a fare da rete di sicurezza c’è la famiglia. La pinsa romana nasce dopo oltre duemila test di fermentazione e una ricerca che ha il sapore della sartoria artigiana: misure prese, aggiustamenti continui, tentativi riusciti e altri da rifare.

Forma ovale, mix di farine di frumento, soia e riso, pasta madre. Anche il nome guarda indietro al gesto del “pinsere”, lo schiacciare gli impasti a fine giornata.

Intorno a questa idea si è costruita un’azienda che oggi distribuisce in oltre 70 Paesi con oltre 32 milioni di basi prodotte nel 2024. La ricerca e sviluppo resta il centro dell’azienda con Corrado Di Marco ancora in laboratorio per gran parte della giornata.

Sostenibilità ed Espansione Culinaria

L’impresa resta a gestione familiare con i figli coinvolti nei ruoli chiave. La produzione rivendica attenzione all’ambiente dai forni elettrici al packaging riciclato fino alla collaborazione con il Banco Alimentare. Nel libro trovano spazio anche ricette firmate da chef che usano la pinsa come base creativa.

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