Meta alla sbarra: la causa da 1.400 miliardi che può cambiare i social network

Un processo storico per Meta

di Francesco Buttarazzi

Il tribunale federale di Oakland ha aperto oggi un processo che potrebbe cambiare radicalmente il panorama dei social network. Ventinove procuratori generali hanno accusato Meta, l’azienda di Mark Zuckerberg, di aver progettato Facebook e Instagram in modo da creare dipendenza nei minori, con una richiesta di danni fino a 1.400 miliardi di dollari.

Guidata dal procuratore generale della California Rob Bonta, l’accusa si concentra sulle caratteristiche delle piattaforme come lo scroll infinito e l’autoplay dei video, pensate per incentivare un uso compulsivo tra i giovani utenti. Queste pratiche sarebbero in violazione del Children’s Online Privacy Protection Act e delle leggi statali sulla tutela dei consumatori.

Mentre la cifra astronomica di 1.400 miliardi rappresenta una stima massima dell’esposizione legale di Meta, il vero obiettivo sembra essere costringere l’azienda a modificare il funzionamento delle sue piattaforme per proteggere gli utenti più giovani.

L’accusa punta non solo al risarcimento ma anche a ottenere cambiamenti strutturali nelle modalità con cui le piattaforme operano. Si discute su interventi nei sistemi di verifica dell’età e nella raccolta dei dati sui minori.

Questo processo arriva dopo altre sentenze sfavorevoli per Meta nel corso dell’anno e in contemporanea con un’indagine europea sul Digital Services Act. La causa ha già avuto ripercussioni sui mercati finanziari, con le azioni Meta in calo del 24% nell’ultimo anno.

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