Meter avverte l’Europa: rafforzare la lotta alla pedopornografia senza sacrificare la privacy

La posizione dell’Associazione Meter

di Francesco Buttarazzi

La lotta alla pedofilia e alla pedopornografia non deve essere messa in contrapposizione con il diritto alla privacy, né diventare una scelta tra sicurezza dei minori e libertà dei cittadini. L’Associazione Meter, attiva dal 1989 nel contrasto a questi crimini odiosi, osserva con attenzione il dibattito europeo previsto a settembre sul regolamento noto come “Chat Control 2.0”.

Meter non mette in discussione la necessità di strumenti europei efficaci per combattere la pedopornografia; al contrario, chiede che tali strumenti siano potenziati e mirati agli ambienti dove il fenomeno è più presente. Le istituzioni europee vengono quindi sollecitate a consultarsi con chi monitora da anni le reti criminali.

L’Associazione ha monitorato nel tempo diverse piattaforme digitali utilizzate per la diffusione di materiale illegale. Nel solo anno passato, sono stati segnalati ben 451 gruppi su Signal contenenti materiale di abuso sessuale su minori. Nonostante queste segnalazioni, nessun gruppo è stato rimosso o indagato dalle autorità transnazionali.

Don Fortunato Di Noto, presidente di Meter, sottolinea che il vero problema non è la mancanza di strumenti per controllare tutti i cittadini ma l’efficacia degli strumenti esistenti nel colpire chi abusa dei bambini.

A settembre ci sarà un importante confronto europeo che dovrebbe evitare lo scontro tra “privacy” e “sicurezza”, concentrandosi invece su come migliorare gli strumenti esistenti per proteggere i minori senza compromettere le libertà fondamentali degli individui onesti.

L’europarlamentare Paolo Inselvini richiama le istituzioni europee all’importanza di bilanciare tutela dei minori ed efficacia delle azioni contro i criminali senza sacrificare diritti fondamentali e privacy. Egli auspica un approccio fermo contro i criminali ma lontano da forme generalizzate di sorveglianza sui cittadini.

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