Nasce l’Addiction Academy Italia: una risposta nazionale alle nuove sfide delle dipendenze

Un fenomeno in crescita

di Francesca Buttarazzi

Nel 2025, i Pronto Soccorso italiani hanno registrato un aumento significativo degli accessi per condizioni droga-correlate, con un totale di 9.641 casi, il 15% in più rispetto all’anno precedente. Quasi la metà dei pazienti presentava una psicosi indotta da sostanze e nell’11% dei casi è stato necessario il ricovero; tra questi, il 17% è stato trasferito in terapia intensiva. Il dato preoccupante riguarda anche i minorenni, che rappresentano il 10% degli accessi droga-correlati.

Per far fronte a questo scenario complesso e in evoluzione, la SIPaD – Società Italiana Patologie da Dipendenza – ha annunciato la creazione di Addiction Academy Italia in collaborazione con il Consorzio Universitario Humanitas. Questo polo nazionale sarà dedicato alla ricerca, all’alta formazione e alla divulgazione scientifica sulle dipendenze e le comorbidità correlate.

L’Academy risponde a una necessità urgente: aggiornare competenze e strumenti nel settore delle dipendenze dove si intrecciano policonsumo, nuove sostanze psicoattive come cocaina e crack, oppioidi sintetici, oltre a dipendenze comportamentali come gioco d’azzardo e gaming.

Antonio Attianese, Direttore Generale del Consorzio Universitario Humanitas, sottolinea l’importanza della nuova iniziativa: “La nascita di Addiction Academy Italia rappresenta un passo importante nella costruzione di percorsi sempre più qualificati nell’ambito delle dipendenze e della salute mentale”. La partnership con SIPaD permette al Consorzio Universitario Humanitas di integrare l’esperienza nell’alta formazione con competenze scientifiche specialistiche.

L’Academy offrirà nuovi Master universitari, corsi ECM (Educazione Continua in Medicina), ricerca ed eventi formativi volti a preparare i professionisti ad affrontare le nuove sfide poste dalle dipendenze moderne. Claudio Leonardi, Presidente della SIPaD sottolinea: “Non possiamo più leggere le dipendenze attraverso un unico modello”. È fondamentale adattarsi ai cambiamenti nei mercati delle sostanze e nelle modalità di consumo.

A fronte di bisogni sempre più complessi da parte degli utenti dei servizi per le dipendenze che hanno visto crescere del 3.5% gli utenti assistiti nel solo anno passato fino a raggiungere quota 131.328 persone seguite dai Servizi pubblici per le Dipendenze. Tuttavia emerge una carenza significativa nel personale disponibile rispetto agli standard necessari: mancano quasi 1.900 professionisti secondo la Fondazione GIMBE.

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