Prima condanna per insulti online alla senatrice Liliana Segre

La maxi inchiesta

di Francesco Buttarazzi

È arrivata la prima condanna nel caso degli insulti rivolti sui social alla senatrice a vita Liliana Segre. Il Tribunale di Milano ha inflitto una pena di quattro mesi di reclusione, con sospensione della pena, all’unico imputato che aveva optato per il rito abbreviato. Questo procedimento è nato da uno dei filoni della maxi inchiesta della Procura milanese sulle offese online rivolte alla sopravvissuta alla Shoah.

L’uomo condannato dovrà anche versare un risarcimento di 1.500 euro. Per un altro imputato è stata disposta la messa alla prova, che prevede lavori di pubblica utilità e un risarcimento alla Fondazione Memoriale della Shoah.

L’inchiesta è partita dalle denunce presentate dalla senatrice Segre, rappresentata come parte civile dall’avvocato Vincenzo Saponara. In totale otto persone sono state imputate con l’accusa principale di diffamazione aggravata dall’odio razziale.

Durante le udienze precedenti, alcuni degli imputati si erano scusati tramite lettere e avevano effettuato pagamenti al Memoriale della Shoah come forma di risarcimento. Questi gesti hanno portato al ritiro delle querele nei loro confronti e all’archiviazione delle loro posizioni processuali.

Altri accusati sono stati ammessi all’istituto della messa alla prova, il quale sospende il processo; se i termini vengono rispettati, il reato può estinguersi. La giudice ha stabilito che uno degli imputati dovrà svolgere 12 mesi di lavori socialmente utili presso la Caritas e partecipare a un percorso psicologico.

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