Scandalo Reddito di Cittadinanza: rubati quasi 1,5 miliardi senza controlli

Scandalo Reddito di Cittadinanza: rubati quasi 1,5 miliardi senza controlli

di Daiana Scacchi

Nuove indagini condotte dall’Inps e dalla Guardia di Finanza hanno rivelato che quasi 1,5 miliardi di euro sono stati indebitamente percepiti da decine di migliaia di cittadini italiani sotto forma di Reddito di Cittadinanza. Questo sussidio, simbolo del Movimento 5 Stelle, è stato erogato senza i necessari controlli incrociati, permettendo a molti soggetti non idonei, inclusi criminali, di ricevere ingenti somme dallo Stato.

L’importo sottratto alle casse pubbliche è emerso grazie a un’indagine meticolosa che ha incrociato le banche dati delle amministrazioni pubbliche per scovare le posizioni irregolari. Il buco finanziario provocato da questi mancati controlli preventivi ha sollevato polemiche sulla gestione del sussidio e sulla sua efficacia come misura sociale.

Oltre al miliardo e mezzo già certificato dai bilanci dell’Inps, altre decine di milioni sono stati identificati nel periodo tra il 2021 e il 2023. Nel solo triennio infatti si sono riscossi circa 250 milioni: con incrementi annuali significativi durante la pandemia quando i controlli erano minimi.

Dall’inizio del 2026 l’Inps ha implementato il Cruscotto Isee corrente per migliorare i controlli preventivi. Questo strumento informatico permette un incrocio in tempo reale dei dati reddituali dichiarati con quelli effettivamente registrati negli archivi statali. Tuttavia, molte verifiche sui beneficiari precedenti sono state effettuate solo a posteriori.

L’indagine ha evidenziato che oltre 5.800 persone con condanne o detenzioni non dichiarate hanno ricevuto il sussidio. Le regioni maggiormente coinvolte sono Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. Tra i beneficiari figurano nomi notori della malavita italiana.

Il Reddito di cittadinanza ha comportato una spesa totale superiore ai 34 miliardi per lo Stato durante la sua applicazione principale (2020-2021). La situazione si aggrava ulteriormente se si considera anche l’oneroso Superbonus edilizio introdotto dal governo Conte che avvicina il costo complessivo a cifre paragonabili al Pnrr italiano.

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