Una scoperta eccezionale tra Ischia e Capri
di Francesca Buttarazzi
I ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn hanno documentato la presenza di una popolazione di grandi squali a circa 200 metri di profondità tra le isole di Ischia e Capri. Questa scoperta è stata pubblicata in un articolo scientifico sulla rivista internazionale Ecology, evidenziando l’importanza della biodiversità marina nell’area del Golfo di Napoli.
L’aggregazione riguarda squali capopiatto (Hexanchus griseus) che possono raggiungere fino a 5 metri di lunghezza. Questi esemplari sono stati osservati associati a biocostruzioni profonde, offrendo un potenziale rifugio grazie ai banchi di coralli che scoraggiano le attività di pesca.
“Pochi individui erano già stati osservati in precedenza durante immersioni con ROV (veicoli operati da remoto), ma non avevamo idea che ce ne fossero così tanti in un’area così piccola” – afferma Simona Noè, autrice principale dello studio.
I ricercatori hanno utilizzato sistemi video subacquei costruiti su misura, dotati di esche per attirare gli squali. Questi sistemi consentono la stima dell’abbondanza dei pesci senza arrecare loro danno e sono stati realizzati in collaborazione con i tecnologi della Core Facility ‐ Infrastrutture per la Ricerca a Mare (IRM) della Stazione Zoologica Anton Dohrn.
Anche se questi squali raggiungono dimensioni paragonabili a quelle dello squalo bianco, non rappresentano una minaccia per l’uomo poiché vivono principalmente in acque profonde e si nutrono principalmente di piccoli pesci nel Mar Mediterraneo. Il responsabile del progetto, Trevor Willis, sottolinea il possibile ruolo importante degli H. griseus negli ecosistemi profondi, trasportando nutrienti dagli strati superficiali alle profondità marine.
“La presenza di un’aggregazione così numerosa è molto incoraggiante per l’ecosistema del Golfo” – aggiunge Simona Noè.
