La decisione del ministro Crosetto
di Chiara Raponi
“Siamo in guerra e i nostri aerei devono rifornirsi. Chiediamo il permesso di atterrare”. Questa è stata la richiesta avanzata al comandante della base NATO di Sigonella, un episodio che ha richiamato alla memoria eventi storici del passato, quando l’Italia si trovò a fare da mediatore in situazioni internazionali complesse.
Il comandante della base ha ricevuto direttive precise dal ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto. “Permesso negato: i vostri aerei possono essere riforniti soltanto in operazioni NATO e quella contro l’Iran non è della NATO”, ha risposto il ministro dopo essersi consultato con il Primo Ministro Giorgia Meloni. Per utilizzare Sigonella al di fuori delle operazioni NATO, sarebbe necessario un accordo approvato dal Parlamento italiano.
L’episodio odierno riecheggia quanto accaduto nel 1985 durante la crisi dell’Achille Lauro. Allora, gli Stati Uniti tentarono di catturare i dirottatori palestinesi responsabili dell’uccisione dell’ebreo americano Leon Klinghoffer. L’aereo tunisino su cui viaggiavano i terroristi fu costretto ad atterrare a Sigonella dai marines americani.
Tuttavia, le forze italiane guidate dai carabinieri circondarono i marines con le armi spianate per rivendicare la giurisdizione sul caso, un confronto che vide anche l’intervento diretto del Presidente del Consiglio Bettino Craxi contro l’allora Presidente americano Ronald Reagan.
Alla fine degli anni ’80 come oggi, è prevalso l’uso razionale della diplomazia e della forza all’interno dell’alleanza transatlantica. Anche se ci sono state tensioni tra Roma e Washington, alla fine gli Stati Uniti hanno ceduto alle richieste italiane.
L’attuale situazione evidenzia quanto sia delicato l’equilibrio tra le esigenze strategiche militari e la sovranità nazionale. L’episodio mostra che nonostante le pressioni esterne, l’Italia continua a esercitare una politica estera autonoma all’interno dei confini delle alleanze internazionali esistenti.
