Il Menù del Futuro: Insetti, Alghe e Scarti come Nuove Fonti Proteiche

Un Progetto Europeo per Sviluppare Nuove Fonti Proteiche

di Francesca Buttarazzi

Roma, 16 febbraio 2026 – Il progetto europeo PROTEIN4IMPACT, con un budget di 5,3 milioni di euro e la partecipazione di 18 partner provenienti da 13 Paesi europei, si pone l’obiettivo di sviluppare nuovi alimenti proteici (NPF – Novel Protein Foods) da fonti non convenzionali. Tra i partecipanti italiani figurano ENEA, Cnr e Consorzio In.Bio.

Antonio Molino, ricercatore del Dipartimento Sostenibilità dell’ENEA e referente del progetto, sottolinea l’importanza delle proteine per l’alimentazione umana e la necessità di trovare alternative sostenibili al tradizionale modello produttivo basato sui grandi allevamenti animali. Questi ultimi comportano elevati costi ambientali e sociali che il progetto mira a ridurre.

Per raggiungere tali obiettivi, il progetto esplora varie soluzioni innovative. ENEA si occuperà dell’allevamento di insetti come il Tenebrio molitor e l’Alphitobius diaperinus usando scarti agroindustriali come base alimentare. Parallelamente verranno coltivate microalghe in condizioni ottimali per massimizzare il contenuto proteico della biomassa.

Un altro focus del progetto è il recupero delle frazioni proteiche e lipidiche dagli scarti ittici ricchi di acidi grassi Omega-3, come il DHA. Questo componente è già utilizzato come integratore alimentare per la salute cardiovascolare e lo sviluppo neurologico.

Le attività sono condotte nei centri ricerca ENEA situati a Portici (Napoli), Casaccia (Roma) e Trisaia (Matera), con un team composto da circa 15 esperti nel settore della sostenibilità alimentare.

“Grazie a queste attività,” conclude Molino “ENEA contribuisce allo sviluppo di soluzioni innovative basate sul recupero delle risorse naturali e sull’uso efficiente delle materie prime.” Tali sforzi mirano a rafforzare la ricerca pubblica italiana nella transizione verso sistemi alimentari più sostenibili dove le nuove fonti proteiche possano ridurre significativamente l’impatto ambientale rispetto alle fonti tradizionali.

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