Biocarburante dagli Scarti del Pane: L’Innovazione Italiana per la Transizione Energetica

Un Nuovo Approccio all’Economia Circolare

Di Francesca Buttarazzi

Da uno studio condotto all’Università di Pisa emerge un innovativo approccio di economia circolare che affronta due delle sfide più pressanti a livello globale: la transizione energetica verso fonti rinnovabili e la riduzione dello spreco alimentare. La ricerca, pubblicata sul ‘Journal of Environmental Chemical Engineering’, mira a trasformare gli scarti del pane in un biocarburante sostenibile.

Lo studio è stato finanziato nell’ambito del progetto PNRR NEST e rappresenta una collaborazione tra il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale e il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni. Gli scienziati hanno sviluppato un processo economico utilizzando un catalizzatore a basso costo per convertire gli scarti di pane in etil levulinato, un composto ad alto valore aggiunto utilizzabile come additivo ossigenato nei carburanti.

L’approccio adottato dai ricercatori permette di ottenere flussi concentrati di prodotto, riducendo così i costi complessivi. Ottimizzando parametri come temperatura e tempo di reazione, è stata raggiunta una resa massima in etil levulinato del 57%, dimostrando l’efficacia della metodologia anche su scala industriale.

L’etil levulinato non solo viene studiato come additivo per diesel ma è stato testato con successo anche in motori a benzina. Le miscele contenenti fino al 40% del composto hanno dimostrato prestazioni motorie equivalenti ai carburanti tradizionali, con il vantaggio aggiuntivo della riduzione delle emissioni inquinanti.

I ricercatori sottolineano come questa innovazione possa diventare una soluzione concreta nella produzione di energia rinnovabile. Valorizzare rifiuti alimentari abbondanti trasformandoli in biocarburanti rappresenta un passo significativo verso una mobilità più sostenibile senza compromettere le tecnologie esistenti.

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