Una giovane protagonista per un grande messaggio
di Greta Raponi
«La nostra casa è in fiamme. Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza». Parole di Greta Thunberg che risuonano oggi più che mai, mentre siamo circondati da un caldo incendiario senza fine. Il cambiamento climatico non ha bisogno di ulteriori prove, e il cinema diventa una voce di attualità che fa appello alle coscienze, anche le più giovani. In questo contesto si inserisce Greta e le favole vere di Berardo Carboni, in uscita dal 6 agosto al cinema con Vision Distribution.
Il film è una favola ecologica che mescola gli elementi della commedia avventurosa con riflessioni sulla realtà sociale. Ha già avuto la sua anteprima al Giffoni Film Festival ed è pronto a conquistare il pubblico.
Protagonista del film è la piccola Greta, interpretata da Sara Ciocca. Greta ha 10 anni, ama creare costumi di Carnevale e crede in Babbo Natale. Ispirata dalle vicende della sua omonima Greta Thunberg, diventa un’attivista ambientalista convinta e convince l’amico Sauro (Mattia Garaci) a liberare un cucciolo di orso polare tenuto in cattività da due bracconieri. Il loro obiettivo? Portarlo davanti al Parlamento per protestare contro il cambiamento climatico.
I due amici vengono scoperti ma decidono comunque di intraprendere un’avventura impossibile: riportare l’orsetto al Polo Nord. Questo viaggio rappresenta una storia di amicizia, coraggio e ribellione.
Accanto ai giovani protagonisti troviamo attori affermati come Raoul Bova, Donatella Finocchiaro, Sabrina Impacciatore, Darko Peric e Federico Cesari. La loro presenza arricchisce il film con interpretazioni mature che fanno da contrappunto alla freschezza dei piccoli protagonisti.
«Come ogni favola – spiega il regista Carboni – questo film ha l’ambizione di trasmettere agli spettatori – soprattutto ai più giovani – un punto di vista sulla realtà.» Berardo Carboni non solo dirige ma è anche l’ideatore del soggetto del film; insieme a Valeria Giasi e Fabio Di Ranno ha scritto la sceneggiatura.
Nelle sue parole riecheggia anche il pensiero del filosofo Alain Badiou: «Sono profondamente convinto che nel tempo in cui viviamo il compito del cinema sia proporre “un significante maestro” capace di fornire una nuova mappatura cognitiva.» Secondo Carboni è fondamentale contribuire a inventare un mondo nuovo piuttosto che limitarsi ad aprire gli occhi degli spettatori sugli aspetti multiformi del presente; istillare ipotesi più che inoculare dubbi.
