Australian Open, la moda scende in campo
di Francesco Buttarazzi
Lea Pericoli rivoluzionò il look in campo già negli anni Sessanta. Oggi a dettare le regole del tenniscore sono Naomi Osaka, Aryna Sabalenka e Coco Gauff. Le nuove tendenze moda? Arrivano direttamente dai court della Rod Laver Arena di Melbourne. Gli Australian Open, primo torneo del Grande Slam, infatti, sono un appuntamento sportivo ad alte gradazioni di glamour e non solo: le partite trasmesse in esclusiva su Eurosport 1 ed Eurosport 2, oltre a Discovery+ e HBO Max, sono state al centro anche dell’installazione ROVESCIO.
Nel perimetro della Rod Laver Arena, è regina di stile la tennista Naomi Osaka, che è entrata di diritto nella hall of fame delle sportive più chic con l’abito-medusa sfoggiato in occasione dell’entrata in campo per il match con la collega croata Antonia Ruzic. Realizzato da Nike in collaborazione con il couturier Robert Wun, l’abito è stato ispirato da un libro per bambini che l’atleta stava leggendo con la figlia. Per l’atleta giapponese non è una novità; negli scorsi anni si è già distinta per i suoi look firmati come il goth-lolita del 2025 realizzato da Yoon Ahn per Ambush nonché per la sua collezione di Labubu.
Osaka non è l’unica del circuito a lasciarsi sedurre dal fashion. A gareggiare per lo scettro di tennista più chic c’è anche Aryna Sabalenka, numero uno della classifica WTA e neo-nominata friend of Gucci con un luxury video in cui gioca avvolta in un caban logato doppia G.
Ma la liaison tra tennis e moda ha radici profonde: negli anni Sessanta Lea Pericoli fu tra le prime a rompere il dress code di Wimbledon indossando una combo sottoveste+coulotte rosa firmata Ted Tinling; negli anni Settanta Chris Evert fece storia smarrendo un braccialetto di brillanti sul campo di Flushing Meadows a New York.
Oggi questa rivoluzione ha inaugurato l’era del tenniscore che continua a prosperare. Basti pensare agli outfit iconici di Serena Williams creati da Virgil Abloh per Nike o alla collaborazione tra New Balance e Miu Miu per Coco Gauff nel 2025.
Anche il tennis maschile non resta indietro seppur meno sovversivo: dalla fascia per capelli simbolo degli anni ’80 indossata da Björn Borg agli shorts audaci degli anni ’90 firmati Andre Agassi fino ai giorni nostri dove i tennisti-testimonial parlano sempre più spesso italiano: Jannik Sinner come Global Brand Ambassador per Gucci; Lorenzo Musetti collabora con Bottega Veneta mentre Matteo Berrettini rappresenta Hugo Boss.
