di Francesco Buttarazzi
Federica Brignone dà l’impressione di fare un altro sport. Federica Brignone vince il secondo oro alle Olimpiadi di Milano Cortina e fa impazzire il pubblico accorso sull’Olympia delle Tofane. Non è una vittoria, è la dimostrazione di una superiorità assoluta, non è questione di tecnica o di preparazione atletica, la differenza la fa la testa.
Federica scia sciolta come un appassionato in un qualsiasi week-end sulla neve, passa senza problemi nei punti più difficili dove le altre vanno in difficoltà. Sembra quasi scivolare sulla neve: leggera, eterea, inarrivabile. La giornata di Cortina la accoglie sotto un sole meraviglioso, quei giorni in cui è una gran fortuna essere nella Perla delle Dolomiti. C’è l’atmosfera del grande giorno anche se molti pensano che dopo l’oro nel Super G sia un po’ demotivata. Demotivata una tigre? Impossibile.
Scende col pettorale 14 e la prima manche è un capolavoro: la interpreta alla perfezione, soprattutto nei punti più difficili e il vantaggio che accumula è soprattutto merito di una sciata senza scosse. Quando scende per ultima nella seconda manche la neve è cambiata, le migliori sono sembrate in difficoltà, ma per lei non ci sono stati problemi.
La tigre scivola come su red carpet, elegante e impeccabile. Taglia il traguarda tra le urla impazzite dei tifosi; l’omaggio più bello glielo fanno le due sconfitte Sara Hector e la norvegese Stjernesund si inchinano di fronte alla regina.
La tigre ha realizzato un’impresa fantastica: È la prima volta nella storia dello sci femminile che un’atleta fa doppietta in gigante e superG. E completa così anche la collezione di medaglie olimpiche in gigante dopo l’argento di Pechino 2018 e il bronzo di PyeongChang 2022.
“Ero quasi fin troppo tranquilla, avevo paura di non essere abbastanza aggressiva – dice a caldo Federica commossa -. Mi sembrava d’aver fatto una manche così così”. Entusiasta anche il fratello Davide: “Siamo in un momento fantastico”, esulta per i successi della sorella.
