Il governo Meloni e l’impatto delle politiche sull’immigrazione

Dati sugli sbarchi e rimpatri

di Chiara Raponi

Fin dal suo insediamento, il governo guidato da Giorgia Meloni ha implementato una serie di misure per contrastare l’immigrazione irregolare. Le politiche adottate si concentrano non solo sulla gestione dei flussi in ingresso ma anche su quelli in uscita, con particolare attenzione alle espulsioni.

I dati forniti dal Dipartimento Immigrazione di Fratelli d’Italia evidenziano un calo significativo degli sbarchi: -43% nei primi cinque mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2022. Gli arrivi sono diminuiti del 57% nel biennio 2024-2025 rispetto al 2023 e del 36% rispetto al 2022. In parallelo, c’è stato un incremento del 50% nei rimpatri nel 2025 rispetto al 2022, con un totale di 2.967 rimpatri da gennaio ad aprile del 2026.

Alla conferenza stampa tenutasi presso la sala Tatarella a Montecitorio, il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, ha sottolineato l’importanza della difesa dei confini nazionali in nome della legalità. Giovanni Donzelli ha definito i risultati raggiunti come una ‘operazione verità’ contro le critiche dell’opposizione.

L’onorevole Sara Kelany ha evidenziato come la retorica dell’opposizione si infranga davanti ai numeri concreti: ‘Sono diminuiti gli sbarchi e aumentati i rimpatri grazie a un approccio deciso all’immigrazione irregolare’. Secondo Kelany, l’autorevolezza del presidente Meloni ha influito anche sulla politica europea verso l’immigrazione.

Anche il commissario Ue all’immigrazione Magnus Brunner ha riconosciuto il contributo dell’Italia nel cambiamento delle politiche europee sull’immigrazione. L’accordo sulle nuove regole per i rimpatri è stato raggiunto dal Parlamento e dagli Stati membri UE ed è considerato un tassello fondamentale per una politica europea più efficace in materia di migrazione e asilo.

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