La minaccia interna e le infiltrazioni russe: l’allarme di Guido Crosetto

Minaccia interna: le preoccupazioni di Crosetto

di Chiara Raponi

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha recentemente espresso serie preoccupazioni riguardo alla sicurezza nazionale in seguito all’arresto di due ex agenti segreti italiani accusati di aver venduto informazioni alla Russia. Durante un incontro con la stampa ad Ankara, dove si trova per partecipare al vertice Nato insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani, Crosetto ha sottolineato come la minaccia non sia più esterna, ma si annidi ormai all’interno delle istituzioni italiane.

Crosetto ha evidenziato come il problema dell’infiltrazione russa non sia una novità per lui. Ha dichiarato che da anni mette in guardia contro il rischio rappresentato dalla penetrazione e dalla disinformazione orchestrata da Mosca. Secondo il ministro, l’Italia manca degli ‘anticorpi’ necessari per contrastare efficacemente queste ingerenze. Sebbene gli arresti recenti dimostrino una certa vigilanza del ministero della Difesa, Crosetto teme che altre istituzioni possano essere ugualmente vulnerabili.

Crosetto parla apertamente di una guerra ibrida condotta principalmente attraverso i social media, dove l’aumento dell’attività dei bot è particolarmente evidente. Anche se Mosca non è l’unico attore coinvolto nello spionaggio internazionale, i russi sono considerati tra i più abili nel campo.

Con le elezioni del prossimo anno all’orizzonte, il ministro manifesta timori relativi a possibili condizionamenti dell’opinione pubblica piuttosto che manipolazioni dirette dei risultati elettorali. Sottolinea come certi opinionisti preferiscano farsi influenzare da messaggi pilotati anziché basarsi sui fatti reali.

Crosetto propone un patto trasversale tra tutti i partiti politici per proteggere la democrazia italiana dalle interferenze straniere. Questa iniziativa potrebbe includere anche figure politiche con visioni diverse, come il generale Roberto Vannacci, noto per posizioni filo-russe ma mai segnalato ufficialmente per attività sospette.

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