L’allarme del terrorismo giovanile: l’ibridazione delle ideologie estreme

Un fenomeno in crescita

di Francesco Buttarazzi

L’ultima operazione su vasta scala condotta dalle forze dell’ordine italiane ha portato alla luce un preoccupante trend: il coinvolgimento di giovani, anche minori, in attività legate al terrorismo. Tra i 17 soggetti coinvolti nell’inchiesta, ben 14 sono minori che esaltavano suprematisti e proponevano attentati attraverso gruppi social estremisti come ‘Nuovo ordine europeo’ e ‘Fronte fascista italiano. Questi spazi online si rivelano pericolose polveriere di razzismo, antisemitismo e omotransfobia.

Secondo l’analista Daniele Garofalo, la fascia d’età dei potenziali terroristi è in continua diminuzione. I casi di radicalizzazione tra under 18 e addirittura under 16 sono in aumento. Un aspetto particolarmente complesso è rappresentato dall’ibridazione delle ideologie: non è raro trovare giovani che seguono contemporaneamente la propaganda jihadista e quella neofascista.

Il fenomeno evidenziato da Garofalo mostra come le nuove generazioni di terroristi siano mosse da un nichilismo distruttore che accomuna gli universi antisistema della destra e della sinistra estrema. La loro rabbia è rivolta contro le istituzioni governative, lo status quo, e si alimenta attraverso piattaforme digitali dove la manipolazione delle informazioni avviene a velocità vertiginose.

L’Italia vanta una tradizione resiliente nel campo dell’intelligence grazie all’esperienza maturata durante le drammatiche stagioni delle stragi degli anni passati. Tuttavia, il panorama attuale richiede un aggiornamento costante per fronteggiare l’imprevedibilità del nuovo terrorismo post-7 ottobre. Le dinamiche di reclutamento oggi sono quasi passive; i contenuti video manipolati diffusi online conducono migliaia di persone verso una spirale di radicalizzazione spuria.

Garofalo sottolinea come l’abuso dei social media rappresenti un problema enorme per i giovani emarginati etnici, economici e sociali che diventano facili bersagli per i reclutatori terroristici. La quantità crescente di arresti tra i minori radicalizzati dimostra la necessità urgente di regolamentare giuridicamente l’utilizzo dei social media sotto una certa età.

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