L’interesse nazionale armato: perché le grandi potenze intervengono anche quando la legge dice no

L’interesse nazionale armato: un’analisi degli interventi delle grandi potenze

di Francesco Buttarazzi

Il recente blitz con cui Donald Trump ha fatto arrestare il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha suscitato numerose critiche per la presunta violazione del diritto internazionale. Gli Stati Uniti, come si chiedono in molti, hanno davvero il diritto di intervenire militarmente in un altro Paese e instaurare un nuovo governo? Questa operazione non difende Maduro, considerato da molti un dittatore, ma solleva interrogativi sulle prerogative di uno Stato sovrano.

Il Venezuela non era in guerra con l’America e l’intervento dei militari della Delta Force appare illegale. Tuttavia, chi critica la missione Absolute resolve dimentica che gli Stati Uniti e altre nazioni hanno spesso ignorato il diritto internazionale quando si trattava di proteggere i propri interessi. Non parliamo delle operazioni in Afghanistan o Iraq che erano reazioni a minacce o atti di terrorismo, pensiamo piuttosto all’invasione di Panama nel 1989 durante la presidenza di George Bush senior.

I marines americani occuparono Panama per arrestare Manuel Noriega, giustificando l’invasione con i legami del dittatore con i cartelli della droga e le alleanze con blocchi ostili agli USA. Anche se questa operazione fu illegittima secondo il diritto internazionale, poche furono le conseguenze reali per gli Stati Uniti.

Similmente accadde nel 2011 con l’operazione Odyssey dawn guidata da Nicolas Sarkozy contro la Libia. Mentre nei paesi africani si diffondeva la Primavera araba, Sarkozy inviò jet francesi a distruggere carri armati libici prima ancora dell’approvazione della Coalizione internazionale. Questo trascinò anche Stati Uniti e Gran Bretagna nel conflitto.

Tali interventi sono spesso giustificati come difesa della democrazia o dei diritti umani. Tuttavia, motivazioni più concrete come interessi petroliferi o materie prime sono frequentemente alla base delle decisioni militari delle grandi potenze.

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