Un patrimonio fotografico sorprendente
do Francesca Buttarazzi
Lo sguardo avvezzo alle alte velocità non può che restare attento, concentrato, pronto a cogliere con colpi d’occhio fulminei anche il minimo dettaglio che può fare la differenza fra un sorpasso vincente e una bruciante sconfitta. È forse questa la marcia segreta di Tazio Nuvolari, che, lontano dal volante dei bolidi da corsa, si accostava all’obiettivo della macchina fotografica. Una passione che coltivò già in gioventù e che divenne più intensa tra gli anni Trenta e Quaranta, come terapia per il dolore causato dalla prematura morte dei due figli.
A ricordarcelo è la mostra “Lo sguardo di Nuvolari”, aperta fino al 7 giugno nelle Fruttiere di Palazzo Te a Mantova. L’esposizione è parte delle celebrazioni per il centenario del locale Automobile Club, fondato nel 1926. All’inaugurazione hanno partecipato l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso e il presidente dell’ACI Geronimo La Russa.
Bizzarro a dirsi: l’immenso campione del movimento motoristico italiano ha lasciato un segno indelebile nello sport e nella cultura di massa. Capace di rombare nei cuori degli intellettuali raffinati come d’Annunzio e influenzare i ritmi popolari delle orchestrine di Riviera (come nell’intonazione “L’Alfa di Nuvolari ancor s’avanza” di Secondo Casadei), affidò la sua dimensione intima all’arte della fotografia nata appositamente per “fissare l’attimo” e renderlo eterno.
La mostra rinnova l’esperienza dell’esposizione del 2009 “Quando scatta Nuvolari” valorizzando il sorprendente patrimonio fotografico lasciato dall’asso mantovano. Attraverso immagini, proiezioni immersive e materiali d’archivio, il percorso espositivo offre uno sguardo sul mondo alla sua maniera con un’introspezione inaspettata. Non solo le vittorie, i record o le imprese epiche sono raccontati; emergono soprattutto l’uomo stesso: la sua sensibilità, i suoi pensieri, il rapporto con il viaggio e le persone.
Le istantanee selezionate dagli oltre 2500 negativi attribuiti al pilota sono una testimonianza preziosa non solo per la storia dei motori ma anche per la memoria del Novecento. Scatto dopo scatto riaffiorano scene quotidiane dell’epoca: protagonisti storici momenti competitivi frammenti mondani in trasformazione immortalati da uno spettatore curioso abile nel cogliere atmosfere volti cronista intento trattenere pellicola istanti destinati altrimenti oblio.
Accanto alle foto non mancano cimeli sportivi prestigiosi fra cui spicca celebre Coppa Vanderbilt conquistata nel 1936 circuito Roosevelt Raceway Usa concessa occasione Museo Nicolis Villafranca Verona rappresentante simbolo significativo carriera straordinaria Mantovano volante uomo pilota leggenda insegnante trasformare velocità cultura viaggio racconto osservazione mondo scatti memoria.
