La verità sul prosciutto cotto
di Greta Raponi
Da qualche giorno il web rilancia allarmismi sul prosciutto cotto «classificato come cancerogeno». La fanno passare per una novità, ma in realtà la classificazione risale al 2015. È stato allora che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), un organismo dell’OMS, ha inserito le carni rosse lavorate tra le sostanze potenzialmente cancerogene per l’uomo.
Dopo aver analizzato oltre 800 studi epidemiologici, un gruppo di 22 esperti internazionali ha stabilito che le carni lavorate – salumi, affettati, insaccati, carni affumicate o trattate con conservanti – rientrano nel gruppo 1 dei cancerogeni certi. Questo significa che esistono prove sufficienti di un legame con il tumore del colon-retto e, in parte, con quello dello stomaco. La carne rossa non lavorata è stata invece collocata nel gruppo 2A, tra i «probabili carcinogeni».
Come ricordano gli esperti, il pericolo non sta nel singolo alimento ma nella frequenza e nelle dosi. Ogni 50 grammi al giorno di carne lavorata aumentano del 18% il rischio di tumore al colon-retto, mentre 100 grammi di carne rossa lo fanno crescere del 17%. Tuttavia, queste percentuali vanno contestualizzate: per esempio, il fumo aumenta questo rischio di oltre il 400%.
Le linee guida consigliano di non superare i 500 grammi settimanali di carne rossa e i 50 grammi giornalieri di salumi.
Secondo gli oncologi, un tumore su tre potrebbe essere evitato cambiando abitudini: meno fumo e alcolici e più attività fisica sono raccomandati insieme a una dieta mediterranea ricca di verdura e cereali integrali. Anche la cottura degli alimenti conta: grigliate e fritture aumentano le sostanze nocive mentre metodi più delicati riducono i rischi.
Nessun cibo è «veleno» o «miracoloso». La differenza sta nell’equilibrio e nella consapevolezza delle scelte alimentari quotidiane. Il problema non è una fetta occasionale di prosciutto ma un’alimentazione squilibrata mantenuta nel tempo. Quindi se desiderate mangiare una fetta di prosciutto – crudo o cotto che sia –, fatelo pure senza paura ma sempre con moderazione.
