Riforma della Legge Elettorale approvata al Senato: tutte le novità
di Chiara Raponi
Il Senato ha recentemente approvato la riforma della legge elettorale con 113 voti favorevoli, 71 contrari e due astenuti. Questo passaggio segna un importante avanzamento nel percorso parlamentare, anche se il testo dovrà ora tornare alla Camera per una terza lettura e, successivamente, essere promulgato dal Quirinale.
Il fulcro della riforma è un sistema elettorale proporzionale arricchito da un premio di maggioranza. La coalizione che ottiene almeno il 42% dei consensi in entrambe le Camere riceverà un bonus di 70 deputati e 35 senatori, con un massimo di 220 deputati e 113 senatori complessivi. Questo meccanismo mira a garantire la governabilità senza sacrificare la proporzionalità del sistema.
Una novità significativa è l’obbligo per ogni partito di indicare il nome del candidato presidente del Consiglio al momento della presentazione del simbolo e del programma. Questa modifica introduce un elemento di personalizzazione nella competizione elettorale pur mantenendo una struttura formalmente proporzionale.
La questione delle preferenze è stata particolarmente delicata durante l’iter parlamentare. Mentre alla Camera l’emendamento proposto da Fratelli d’Italia era stato respinto, al Senato si è raggiunto un compromesso. Il nuovo sistema prevede capilista bloccati seguiti da una lista di sei nomi tra cui gli elettori possono scegliere tre candidati. Questo permette l’introduzione delle preferenze senza eliminare completamente i listini bloccati.
La soglia di sbarramento è fissata al tre per cento ma esiste una clausola che consente ai partiti all’interno di coalizioni che superano il dieci per cento di partecipare alla ripartizione dei seggi anche se non raggiungono la soglia minima individuale.
I partiti devono raccogliere seimila firme per presentarsi nei collegi plurinominali, salvo quelli già presenti in Parlamento o che avevano gruppo parlamentare entro il dicembre 2025.
L’intervento legislativo prevede anche facilitazioni per il voto dei cittadini temporaneamente domiciliati fuori dalla loro regione d’iscrizione elettorale per motivi specifici come studio o lavoro. La norma si estende ai caregiver familiari coinvolti nell’assistenza a persone con gravi disabilità.
Anche gli italiani all’estero vedranno cambiamenti: le circoscrizioni saranno ridotte a due per i deputati e una sola per i senatori.
