di Greta Raponi
Il prossimo lunedì 18 maggio si prospetta come una giornata difficile per molti cittadini italiani. Lo sciopero generale nazionale proclamato dall’Unione Sindacale di Base (USB) interesserà infatti numerose categorie sia nel settore pubblico che privato. L’agitazione potrebbe causare significativi disagi in tutto il paese, con un impatto particolarmente marcato nel comparto dei trasporti.
L’USB ha indetto lo sciopero rispondendo all’appello della Global Sumud Flotilla, collegando la protesta a temi di rilevanza politica e sociale. Tra le motivazioni vi sono la guerra in Palestina, la corsa al riarmo e le conseguenze economiche che gravano sulla vita dei lavoratori italiani. Il sindacato denuncia che le risorse destinate al riarmo vengono sottratte ai salari, ai servizi pubblici essenziali come sanità e scuola, alla ricerca e al diritto alla casa.
I treni saranno tra i più colpiti dallo sciopero con agitazioni previste già dalla serata di domenica 17 maggio dalle ore 21:00. Trenitalia garantirà tuttavia i servizi essenziali nelle fasce orarie più frequentate dalle 06:00 alle 09:00 e dalle 18:00 alle 21:00 nei giorni feriali. Sono comunque attesi ritardi o cancellazioni anche per alcuni servizi di lunga percorrenza.
Anche chi utilizza bus, tram e metropolitane potrebbe incontrare difficoltà durante la giornata del 18 maggio. Le modalità dello sciopero variano da città a città in base alle disposizioni delle singole aziende locali. A Venezia, ad esempio, AVM/Actv ha annunciato uno stop dei servizi di navigazione per l’intera giornata con alcune fasce garantite solo nelle ore mattutine e serali.
L’agitazione non risparmierà nemmeno il settore dell’istruzione dove sono possibili adesioni da parte del personale docente e ATA causando lezioni ridotte o ingressi non garantiti. Anche nella sanità pubblica potrebbero verificarsi rallentamenti soprattutto per le prestazioni non urgenti mentre restano garantite le emergenze.
