La campagna controversa di Sydney Sweeney
di Francesco Buttarazzi
Il nuovo spot di Sydney Sweeney ha scatenato una reazione a catena tra le atlete internazionali. Nella pubblicità, l’attrice appare quasi nuda, seduta su un canestro e coperta da palloni e attrezzi sportivi, mentre ripete la parola ‘sport’. Tuttavia, invece di focalizzarsi sullo sport, la campagna ha acceso un dibattito sul corpo della donna.
Ariarne Titmus, quattro volte campionessa olimpica di nuoto, ha definito lo spot uno schiaffo per le donne che hanno dedicato la propria vita allo sport. Anche Amy Hunt, velocista britannica, ha partecipato alla protesta mostrando il suo fisico scolpito attraverso anni di allenamento intenso.
Nonostante le polemiche, Sydney Sweeney è diventata un fenomeno online con circa 12 milioni di ricerche mensili secondo i dati raccolti da PlayersTime tramite Ahrefs. Questo la pone davanti a molte altre celebrità hollywoodiane in termini di curiosità digitale.
L’esperienza dimostra che nel moderno star system incassare al cinema non equivale più a conquistare attenzione. La visibilità si ottiene attraverso una combinazione di film, moda e controversie. Lo spot Novig è stato emblematico: sebbene abbia aumentato notevolmente le menzioni social dell’azienda associata a Sweeney, poche persone ricordavano il marchio stesso.
Sydney Sweeney rappresenta un nuovo tipo di star: non deve necessariamente piacere a tutti ma deve essere al centro delle discussioni pubbliche. Che sia adorata o criticata poco importa; ciò che conta è che il suo nome continui a circolare.
