Alluvione nelle Marche: quattro anni dopo, il fango e i ricordi restano

Il dramma del 15 settembre 2022

di Francesco Buttarazzi

Il 15 settembre 2022 rimarrà una data indelebile per molti residenti delle Marche. Le incessanti piogge abbattutesi sull’Anconetano e sul Pesarese provocarono l’esondazione di diversi fiumi, con conseguenze devastanti. A Senigallia, il fiume Misa straripò, riversandosi sulla città e coprendola di fango e detriti.

Tra coloro che vissero quel dramma c’è Nicole Stefanini. All’epoca ventiquattrenne, Nicole viveva a Senigallia con la madre Alessia e i fratelli Samuel e Rafael. Sebbene in quel momento si trovasse a Bologna per motivi di studio, ricevette una chiamata dalla madre che le raccontò come la famiglia fosse rimasta intrappolata al secondo piano della loro casa.

L’acqua aveva invaso rapidamente l’abitazione lungo la strada provinciale Corinaldese. Al piano terra tutto era stato distrutto mentre i Vigili del fuoco riuscirono a trarre in salvo la famiglia utilizzando un materassino gonfiabile.

L’alluvione colpì duramente le province di Ancona e Pesaro-Urbino. Le vittime furono tredici, mentre centinaia furono gli sfollati con danni materiali incalcolabili. Dopo l’acqua arrivò il fango: difficile da rimuovere fisicamente ed emotivamente.

Dopo tre anni e mezzo passati in una zona ad alto rischio alluvionale, segnata dai ricordi dolorosi impressi sui muri della vecchia abitazione, Nicole racconta oggi come la sua famiglia sia riuscita a trasferirsi in una nuova casa circa un mese fa.

Guardando indietro, Nicole sottolinea come sia stata proprio la tenacia a permettere alla sua famiglia di andare avanti nonostante le avversità incontrate lungo il percorso.

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