Tragedia a Milano: Deraglia un tram, due morti e cinquanta feriti

di Francesco Buttarazzi

Nella mattina di lunedì, la Procura di Milano ha avviato i sequestri di documenti presso la sede Atm nell’ambito dell’inchiesta sul deragliamento di un tram avvenuto in viale Vittorio Veneto venerdì pomeriggio. Il tragico incidente ha provocato la morte di due persone e circa cinquanta feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni.

Gli agenti della polizia locale hanno eseguito il decreto emesso dal pm Elisa Calanducci, che prevede il sequestro della documentazione tecnica relativa al Tramlink e delle comunicazioni intercorrenti durante i momenti del disastro tra il conducente del mezzo e la centrale operativa dell’azienda dei trasporti. Sono state acquisite anche le registrazioni degli eventi accaduti.

Pietro M., il tranviere sessantenne alla guida del tram, è attualmente indagato per disastro ferroviario, omicidio stradale e lesioni stradali gravi. L’uomo ha dichiarato di aver avuto un malore mentre era alla guida ed è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni a causa del trauma cranico subito nell’incidente. La diagnosi medica parla di sincope vasovagale, una perdita momentanea della coscienza che può essere causata da stress o dolore.

Gli investigatori stanno cercando innanzitutto di verificare le condizioni di salute del conducente al momento dell’incidente e se egli avesse segnalato eventuali criticità o anomalie alla centrale operativa. A tal fine sono al vaglio le immagini delle telecamere presenti a bordo del mezzo, specialmente quelle nella cabina di guida.

Nel decreto si sottolinea che sono in corso tutti gli accertamenti necessari per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente ed individuarne le cause; non si esclude nessuna ipotesi relativa alle possibili cause dell’evento, siano esse errori umani o malfunzionamenti tecnici.

L’indagine sta anche valutando il corretto funzionamento del sistema automatico di frenata ‘a uomo morto’. La Procura diretta da Marcello Viola sta decidendo a chi affidare la consulenza cinematica riguardante dinamica e velocità. Secondo i pm, il conducente avrebbe omesso sia la regolazione adeguata della velocità vicino ad una fermata sia l’azionamento dello scambio in direzione diritto; procedendo quindi a sinistra ad una velocità tale da causare il deragliamento.

Dai documenti emerge inoltre che Pietro M. è indagato con l’accusa di concorso anomalo (articolo 116 Codice penale), insieme ad altre persone ancora non identificate né iscritte nel registro degli indagati. Questo tipo d’accusa viene formulata quando un reato differisce da quello voluto da uno dei concorrenti ma questi ne risponde se l’evento è conseguenza delle sue azioni od omissioni.

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