Gli Houthi alzano la pressione sul petrolio: la nuova tenaglia dell’Iran sui mari
di Francesco Buttarazzi
L’avanzata dei miliziani sostenuti da Teheran porta sotto pressione due delle rotte marittime più strategiche del pianeta. L’Arabia Saudita vede restringersi le vie per esportare il greggio, mentre Washington cerca di evitare l’apertura di un nuovo fronte.
Due delle arterie petrolifere più importanti del pianeta sono ormai sotto la pressione dell’Iran e dei suoi alleati. Dopo lo Stretto di Hormuz, anche Bab al-Mandeb è entrato nel cuore dello scontro: l’avanzata degli Houthi in Yemen ha trasformato una guerra a lungo considerata periferica in un nuovo fronte della crisi tra Stati Uniti e Iran, restringendo le vie attraverso le quali l’Arabia Saudita può esportare il proprio greggio e aumentando i rischi per gli approvvigionamenti energetici mondiali.
Lo Yemen, uno dei Paesi più poveri e martoriati della regione, non è più soltanto il teatro di una guerra civile dimenticata. È diventato un tassello fondamentale di una serie di crisi sempre più interconnesse, capaci di mettere sotto pressione le forze americane e contemporaneamente aumentare il peso negoziale dell’Iran. Lo scontro tra Washington e Teheran aveva già contribuito alla riapertura del fronte libanese tra Israele e Hezbollah e al ritorno in campo delle milizie irachene.
Per l’Arabia Saudita il problema è enorme. Riad è uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio e un alleato fondamentale degli Stati Uniti, ma vede ridursi le alternative sicure per far arrivare il greggio sui mercati internazionali. Le monarchie del Golfo avevano sperato che lo scontro potesse concludersi velocemente. Ora devono invece confrontarsi con la possibilità di una guerra molto più lunga e senza una chiara strategia d’uscita.
Nel frattempo gli Stati Uniti sono già impegnati nella protezione delle petroliere che attraversano il Golfo Persico e nell’applicazione del blocco contro i porti iraniani. Anche Riad cerca un maggiore coinvolgimento americano. La scorsa settimana il principe ereditario Mohammed bin Salman ha parlato telefonicamente con Donald Trump chiedendo sostegno contro gli Houthi.
Gli Houthi hanno dimostrato notevoli capacità militari durante la guerra civile riuscendo a resistere all’intervento guidato dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti. Dopo la tregua del 2022 non smobilitarono ma continuarono a reclutare uomini, rafforzare le proprie strutture e prepararsi militarmente.
