La Giustificazione Psichiatrica: Un Alibi Ideologico

di Francesco Buttarazzi

Ogni volta che un immigrato è coinvolto in crimini come accoltellamenti o stupri, la narrazione comune tende a dipingerlo come una persona “disagiata”, “fragile” o con “problemi psichiatrici”. Questo modello si è ripetuto recentemente a Parigi, dove un uomo ha accoltellato tre donne, tra cui una incinta. Ancora una volta, il discorso dominante si rifugia nella follia per spiegare l’accaduto.

Il Mito dell’Instabilità

La crescente tendenza a giustificare questi atti con presunte instabilità mentali solleva questioni importanti. Se prendiamo sul serio queste spiegazioni, dovremmo credere che l’Europa abbia accolto un esercito di individui mentalmente instabili provenienti da altri continenti. Tuttavia, questa visione ignora una realtà più complessa e scomoda: la pazzia viene utilizzata come scusa ideologica per evitare di affrontare le conseguenze di politiche migratorie fallimentari.

L’alibi della pazzia diventa uno strumento per evitare di assumersi responsabilità individuali e collettive. Quando un immigrato illegale già destinatario di espulsione commette crimini violenti, non stiamo parlando di casi isolati ma di un problema sistemico che si manifesta in tutta Europa.

Le principali vittime di questa narrativa sono le donne. Nonostante le dichiarazioni della sinistra europea sulla difesa dei diritti delle donne, i fatti mostrano che molte vittime sono aggredite da soggetti entrati illegalmente nel continente. Questa contraddizione mette in luce un femminismo superficiale e propagandistico piuttosto che autenticamente protettivo nei confronti delle donne.

Dopo anni passati a promuovere l’immigrazione incontrollata come risorsa e accusando chiunque sollevasse dubbi di razzismo e xenofobia, la sinistra oggi minimizza i risultati concreti delle sue scelte politiche errate. La giustificazione psichiatrica diventa così una via d’uscita comoda per non affrontare il fallimento storico rappresentato dall’aumento dell’insicurezza e della violenza.

No, non sono tutti pazzi gli immigrati che delinquono; sono individui responsabili dei loro atti criminali senza attenuanti prefabbricate. L’Europa deve avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome se vuole mantenere la sua civiltà e giustizia intatte.

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